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venerdì 27 novembre 2009

Il “Chaotics” arriva in Italla



E' stato presentato a Roma l'ultimo libro di Philip Kotler e John A. Caslione sul tema della gestione dei cambiamenti nel nuovo contesto economico “post crisi”.



Chaotics presenta le linee guida per ad aiutare imprese a:
- individuare le fonti di turbolenza;
- prepare preparare gli scenari;
- prevedere le vulnerabilità e le opportunità;
- sviluppare risposte per garantire la resistenza a lungo termine e il successo;
- evitare il rischio e contemporaneamente promuovere gli interessi sociali;
- costruire la flessibilità in bilancio;
- approntare strategie di princing;
- modificare i prodotti per soddisfare i nuovi valori dei clienti.

giovedì 26 novembre 2009

Novità sul comprensorio turistico della Maielletta


Finalmente una lodevole iniziativa presa dalle Province abruzzesi dopo gli improbabili “piani di marketing” della Provincia aquilana e pescarese. Negli ultimi anni non si ricordano impulsi dello stesso genere, se si esclude quella realizzata per l’apertura della Mostra multimediale del Lupo che oggi è chiusa.

Ieri i Presidenti delle Province di Chieti e di Pescara si sono riuniti, in un tavolo di confronto sul bacino sciistico della Majelletta, con i sindaci di Pretoro, Rapino, Roccamontepiano, Serramonacesca, Roccamorice e Lettomanoppello.

L’iniziativa, alla quale si auspica ampio successo, tende ad organizzare l’offerta di un prodotto che, guarda caso, non viene neanche citato nel “Piano di marketing Turistico provinciale Triennale 2008-2010” della Provincia di Pescara.

Come ben sanno i “ragazzi” che seguono questo blog, prima di cercare di “vendere” una destinazione o un prodotto turistico occorre crearlo, confezionarlo scegliendo una politica di princing e, in questo caso, inserirlo sotto il brand “Abruzzo”, realizzare la rete di vendita, dopo aver studiato i mercati ed i target, per poi, iniziare le azioni promozionali istituzionali.

Spesso gli Enti Locali, pur realizzando voluminosi “piani”, si dedicano solo all’ultima fase intraprendendo onerose azioni promozionali, come la partecipazione a fiere estere o campagne pubblicitarie frequentemente sul proprio territorio, che puntano solo a comunicare le risorse culturali ed ambientali non si sa bene a chi.
E il più delle volte trascurano i servizi pubblici elementari per l’accoglienza (parcheggi, bagni, ecc.) e la rete di relazioni-informazioni che reggono una destinazione turistica.

L’iniziativa in argomento si pone invece in una sequenza corretta. Il comprensorio sciistico che ha una unica identità e vocazione, pur essendo di una estensione limitata, abbraccia territori amministrati dalle due Province e da alcuni Comuni. Difficoltà amministrative e localismi hanno sempre frenato la nascita di un sistema turistico con uno skipass unico e un centro di prenotazione.

La speranza è che il tavolo prosegua i lavori e venga frequentato dagli operatori turistici e non.

martedì 24 novembre 2009

Come quantificare il turismo religioso e culturale in Abruzzo?


Secondo i dati elaborati dall’ufficio studi e ricerche dell’Associazione temporanea di scopo, che ha promosso l’ultima edizione del workshop «Culto e cultura» di Lanciano, il turismo religioso e culturale in Abruzzo rappresenta nel 2008, il 4,5% degli arrivi (73.258/1.626.498*100) e il 2,8% delle presenze (209.359/7.560.546*100), determinando una permanenza media di 2,9 giorni (209.359/73.258). Gli stranieri incidono per il 16,4% delle presenze totali.

Se si prova a paragonare i dati pubblicati con le rilevazioni periodiche dell’ISTAT sui turisti italiani, si notano alcune differenze che potrebbero attribuirsi alla media ed al segmento nazionale.
Resta però il fatto che il 10,5% dei connazionali ha effettuato un viaggio per motivi culturali (visita a città o località d’arte) ed in particolare, quelli con motivazioni religiose hanno avuto una permanenza media di soli 2 giorni.

Di conseguenza, il fenomeno italiano sembra diverso da quello abruzzese non solo per la valutazione dei pellegrini che non pernottano (escursionisti), ma soprattutto quando si tenta di stimare il turismo religioso insieme a quello culturale.
Ad esempio, l'ONT nella ricerca "Il Turismo nelle città d'arte. Caratteristiche, tendenze e strategie di sviluppo. Anno 2008" stimando il numero dei pernottamenti di stranieri nelle città d’arte abruzzesi ne conta 444.787 (0,5% dello share nazionale) alla regione per il 2007 (cfr. Capitolo n. 3).

Le percentuali rilevate dall'Associazione "Culto e Cultura" possono essere anche credibili; sono le modalità di elaborazione che però sembrano poco attendibili.

In primis ci si è basati su, non meglio precisate “statistiche ufficiali dell’Aptr”. E’ vero che la rete degli Uffici IAT gestiti dall’Aptr ricevono i mod. C/59 delle strutture ricettive, ma la validazione dei dati raccolti è competenza delle Regioni (SISTAN) e dell’ISTAT. Di conseguenza, sarebbe stato meglio prendere i dati “veramente” ufficiali, senza nulla voler togliere a quelli pubblicizzati dalle Aziende di Promozione Turistica, che a volte possono soffrire di interferenze politiche.

Inoltre, è molto difficile individuare le motivazioni principali di soggiorno basandosi solo sui flussi registrati dall’offerta (mod. C/59). Occorrerebbe almeno una indagine sulle strutture ricettive che determinasse le quote delle diverse ragioni di visita, ma sembra che questo non sia stato fatto.

Ancora più problematico è identificare la tipologia turistica delle diverse località e cioè, riuscire a stabilire per un comune la quota di turismo balneare rispetto a quella del turismo d’affari o ancora, quello natura rispetto a quello culturale ecc.. Invero, l’Istituto Nazionale di Statistica ha stabilito delle modalità di classifica delle località che sono: città di interesse storico e artistico, località montane, lacuali, marine, termali, collinari, religiose, capoluoghi non altrimenti classificati, comuni non altrimenti classificati. Ma per l’Abruzzo, non ha individuato alcuna “Città di interesse storico e artistico”.

Da tempo l’ISTAT con il CISIS cercano di modificare questa vecchia e poco attendibile modalità di classificazione che individua solo la tipologia prevalente non riuscendo a trovare un accordo. Sono stati fatti diversi tentativi e ci si è arenati su una caratterizzazione massima di tre tipologie per località con l’assegnazione di pesi per ognuna (ad esempio, Pescara potrebbe essere classificata con 40% di turismo d’affari e congressuale, 40% balneare e 20% culturale religioso).
Tentativi del genere spesso però risultano velleitari se non supportati da una indagine campionaria o da apposite richieste inserite nel censimento.

L’ultima indagine dell’Osservatorio Turistico Regionale (cfr. pag. 91 e seg. del Rapporto Annuale sul Turismo in Abruzzo – 2003) condotta attraverso 2000 interviste dirette e telefoniche agli italiani nel periodo maggio – settembre del 2003, evidenziava che, la principale motivazione di vacanza per gli italiani che intendevano recarsi in Abruzzo, era quella balneare (26%) seguita da quella invernale con lo scii in primo piano (22%) e da quella naturalistica (18%).
Il turismo religioso non raggiungeva il punto percentuale, mentre quello culturale si attestava al 3%, mentre la percezione dell’Abruzzo come meta culturale veniva segnalata “con maggiore frequenza (oltre il 10%) da chi non ha mai soggiornato in regione, mentre debole appare l’associazione con una possibile motivazione religiosa alla base del viaggio”.

Pur apprezzando il tentativo, si consiglia la realizzazione di indagini campionarie sulla domanda presente in Abruzzo, ripetendola nelle diverse stagioni, per quantificare il fenomeno con un minimo di attendibilità.


giovedì 19 novembre 2009

A gennaio del 2010 il vero sito Italia.it


Al convegno "Da Shelley a Google: due secoli di turismo. Identità geografiche e modelli di sviluppo" tenutosi a San Remo il responsabile del Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del Turismo ha annunciato che a gennaio sarà on line la nuova versione di Italia.it che sarà realizzata nell’ottica del web 2 e verrà successivamente implementato.

Intanto, la demo on line non riesce ad essere competitiva con i siti concorrenti della Francia e della Spagna secondo il Traffic Rank di Alexa. Ed anche il sito dell’Enit riesce a superarlo.

venerdì 13 novembre 2009

Aiutiamo la ripresa con le nuove campagne di comunicazione


Senza portafoglio il Ministero del Turismo fa quello che può.
Senza budget adeguati è difficile proporre campagne pubblicitarie all’estero per aumentare i flussi stranieri e migliorare la bilancia dei pagamenti.
Da gennaio ad agosto di quest’anno, la spesa dei viaggiatori stranieri è calata dell’8% (fonte: UIC della Banca d’Italia).
E allora, un accordo con il Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria della Presidenza del Consiglio e nasce “Il sorriso dell’accoglienza” la nuova campagna promozionale dell’ospitalità italiana; un accordo con la RAI, e si realizza “Magica Italia, Turismo e Turisti”, una trasmissione in onda su Rai 1 ogni domenica alle 9,30.

La prima iniziativa è un azione di marketing interno con l’obiettivo che “ognuno diventi più consapevole del proprio ruolo 'di rappresentante del territorio', nell’esercizio del proprio lavoro o semplicemente per strada, nel relazionarsi con una persona che non è del luogo, sia essa straniera oppure italiana”.

In effetti dall’indagine “un primo bilancio sulla stagione turistica estiva nelle località leader del turismo italiano” di Unioncamere, gli operatori individuano due fattori che influiranno maggiormente sui flussi turistici: la crisi economica (indicata dal 66% delle strutture) e i disservizi turistici (disagi legati alla mobilità, ai ritardi e disservizi del sistema infrastrutturale, alla carenza di informazioni, assistenza ai turisti, ecc.) quest’ultima particolarmente sentita dagli operatori del Nord Ovest (55%) e del Mezzogiorno (54%).

Di conseguenza, non potendo intervenire sulla prima causa, si prova a correggere la seconda, ma è difficile che con una semplice campagna di sensibilizzazione si possano risolvere i problemi infrastrutturali del Paese ed ottimizzare i servizi al turista.

La seconda azione proposta dal Ministero ha l’obiettivo di “mettere in evidenza le eccellenze turistiche che oggi sono poco conosciute anche dagli stessi italiani” con una trasmissione televisiva che diventa un duplicato di una miriade di altri programmi a cominciare da “Linea blu” a “Turisti per caso” a“Viaggiare” a “Geo & Geo” e poi ci sono i canali dedicati come “MARCOPOLO” o “DISCOVERY TRAVEL & ADVENTURE” o “RAISAT GAMBERO ROSSO” o “NATGEO Adventure”.

Il pensiero circa azioni di marketing per vendere agli italiani l'Italia, sono già state espresse in un precendente post a commento delle richieste di alcune categorie, ultimamente reiterate.

martedì 10 novembre 2009

Pubblicato il n. 1-2 di Turistica


E’ stato pubblicato l’ultimo numero di “Turistica", trimestrale di economia e management, che tra l’altro riporta un articolo sulle “prime valutazioni sull’impatto del sisma sull’economia abruzzese”.

L’articolo, al quale ho collaborato, costruisce il fatturato turistico dell’Abruzzo e il Pil del turismo abruzzese del 2008 per poi, quantificare complessivamente il danno subito, non solo sotto l’aspetto fisico, ma anche di immagine, ed infine, azzarda una prima stima.

sabato 7 novembre 2009

Il Country Brand Index 2009


Nella top ten mondiale del CBI 2009, lo studio sull'immagine di marca dei principali paesi del mondo condotta da FutureBrand e Weber Shandwick, l'Italia perde due posizioni rispetto all'anno scorso, collocandosi al sesto posto.
Al primo si classificano gli Stati Uniti che risalgono due posizioni, seguite dal Canada e dall’Australia, rispettivamente al secondo e terzo posto.
L’indagine che analizza diversi parametri, vede l’Italia superata dalla Francia e dalla Nuova Zelanda perdendo consensi in campi nei quali solitamente eccelle come la cucina (dove viene oltrepassata dalla Francia, scendendo al secondo posto) e la storia (al 5° posto, contro il 2° dell'anno scorso), mentre tiene l'offerta di arte e cultura nella quale siamo ancora primi.

«Il clima turbolento che ha caratterizzato quest'ultimo anno – commenta Susanna Bellandi, amministratore delegato di FutureBrand – non ha certo giovato: gli scandali, i rifiuti, i gossip hanno lasciato il segno. L'impressione è che il paese soffra soprattutto di una stagnazione del pensiero, che investe quasi tutti i settori. È come se vivesse sugli allori del passato, senza mai pensare a rinnovarsi veramente, mentre il resto del mondo viaggia a ben altre velocità. Abbiamo ormai tanti competitor, dobbiamo quindi tornare a pensare e agire per diventare primi».


Nel rapporto c’è pure un cenno alla vicenda del logo dell’Italia: Italy’s design community also rejected a new Italy country logo, which was subsequently dropped by the government.


Il turismo internazionale mostra segnali di ripresa

Il trend negativo che è emerso nel corso della seconda metà del 2008 e si è intensificato nel 2009 ha cominciato a mostrare segni di declino.
Secondo le stime del UNWTO, gli arrivi turistici internazionali sono diminuiti del 7% tra gennaio e agosto 2009, ma negli ultimi mesi il turismo internazionale ha ricominciato a risalire (nel mondo, le destinazioni hanno registrato 600 milioni di arrivi, sui 643 milioni dello stesso periodo del 2008).

Nei primi otto mesi del 2009, i risultati mostrano che gli arrivi turistici internazionali diminuiscono in tutte le regioni, tranne l'Africa, che è in controtendenza.
In Europa il calo stimato è del -8%. Le destinazioni dell'Europa centrale e orientale sono state quelle più colpite, mentre i risultati di tutte le altre sub-regioni sono stati vicino alla media internazionale.

L’ultimo sondaggio rivela, che per i prossimi quattro mesi, le previsioni degli esperti sono per il 42% pessimistiche, per il 30%, sono rimaste invariate, e per il 28% sono "meglio" o "molto meglio". Nel precedente sondaggio i pessimisti erano il 62%.

Come nelle crisi precedenti, le entrate del turismo hanno sofferto un po’ più degli arrivi. I consumatori tendono a comprare meno, a rimanere vicino a casa ed a ridurre il periodo di permanenza. Secondo le stime, le entrate del turismo internazionale sarebbero diminuite in termini reali, dal 9 al 10% nel primo semestre del 2009, circa 1 o 2 punti percentuali in meno rispetto alla arrivi internazionali in questo periodo (-8%).

giovedì 5 novembre 2009

Il canone RAI per i Bed e Breakfast

Mi è stato chiesto, dal Presidente di una Associazione di B&B abruzzesi, se è dovuto il canone RAI in caso di mancaza dell'antenna o di utilizzo dell'apparecchio e se si è tenuti a versare il canone normale o quello speciale.
La questione posta si sostanzia in due quesiti:
- il primo, riguarda l’assogettabilità dei B&B al pagamento del canone RAI speciale;
- il secondo, concerne la possibilità di non pagare il canone ordinario o speciale che sia, se l’immobile è privo di antenna per ricevere il segnale radiovisivo o l’apparecchio è talmente obsoleto che non viene più utilizzato.
Nel premettere che i quesiti non sono di competenza regionale, ma statale, l’obbligazione in argomento non deriva da un contratto di somministrazione, ma dalla semplice detenzione di un apparecchio atto o adattabile alla ricezione e nasce per una imposizione della normativa statale. Anche se impropriamente essa viene denominata “canone”, si tratta di una vera e propria imposta di possesso, non legata ad una determinata prestazione di un servizio da parte di un soggetto pubblico.
Il tributo è nominale, è cioè l’obbligo è attribuito al detentore dell’apparato e ne sono soggetti anche gli stranieri compresi i turisti.
Il R.D.L.21/02/1938 n. 246 (convertito in L. 4 giugno 1938, n. 880) istitutivo dell’imposta, al primo articolo “Dell’abbonamento alle radioaudizioni”, così recita:
“Chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento”.

Anche se l’Agenzia delle Entrate le definisce tasse sulle radiodiffusioni , la sua qualificazione giuridica è stata sancita definitivamente dalla Corte costituzionale, nella sentenza del 26 giugno 2002, n. 284, con la quale riconobbe che, "benché all’origine apparisse configurato come corrispettivo dovuto dagli utenti del servizio [...] ha da tempo assunto, nella legislazione, natura di prestazione tributaria, fondata sulla legge [...] E se in un primo tempo sembrava prevalere la configurazione del canone come "tassa", collegata alla fruizione del servizio, in seguito lo si è piuttosto riconosciuto come imposta".

Inoltre, le entrate derivanti dall’imposta sono riscosse dallo Stato anche se sono direttamente devolute alla RAI - Radiotelevisione Italiana S.p.A., una società (in precedenza Ente) di proprietà pubblica. Di conseguenza, la Struttura competente a dirimere la questione è l’Agenzia delle Entrate che può essere formalmente interessata mediante l’istituto dell’interpello.

Quando vi sono "obiettive condizioni di incertezza" nella normativa, il contribuente può rivolgere un quesito all'amministrazione finanziaria, che è tenuta a rispondere entro 120 giorni altrimenti si applica la regola del "silenzio-assenso".
E’ pur vero però che, interpellata sulla tipologia di apparecchi che rientrano nella previsione normativa, l'Agenzia delle Entrate ha risposto che la determinazione degli oggetti interessati dalla norma "esula dalla competenza istituzionale" della medesima, spettando invece al Ministero delle Comunicazioni.
Si crede comunque che la dichiarazione abbia motivazioni in ordine alle conoscenze tecniche e non sulla competenza normativa.

Nel porre l’interpello, circa il pagamento del canone RAI speciale e non di quello ordinario da parte dei titolari di B&B, si consiglia di far leva sul carattere familiare dell’attività sancito negli articoli nn. 1 e 2 della L.R. n. 78/00.
Infatti, il canone: per uso ordinario, è dovuto da chi possiede o detiene apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive in ambito familiare, mentre quello speciale, è dovuto da chi possiede o detiene uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive in locali aperti al pubblico o comunque al di fuori dall'ambito familiare (D.L. Lt. 21/12/1944 n. 458).

Si potrebbe proporre la similitudine del turista ospitato con un parente in visita che usufruisce dello stesso apparecchio.

Poiché l’attività di B&B è svolta in ambito familiare, “avvalendosi della normale organizzazione familiare”, dovrebbe applicarsi il canone ordinario, ma sovviene però la circostanza dell’impiego a scopo di lucro diretto o indiretto.

La normativa sulla seconda tipologia di abbonamento (quella speciale) riguarda gli apparecchi usati nell'esercizio di un'attività commerciale e/o a scopo di lucro diretto o indiretto (abbonamento speciale, deducibile dal reddito d'impresa), che prevede diverse tabelle di costi e modalità di applicazione.

Se sicuramente può essere esclusa, per i B&B, l’applicazione della tariffa speciale quando ci si riferisce all’esercizio di una attività commerciale, altrettanto non può dirsi quando la congiunzione “o”, tendendo ad indicare “oppure” barrata con la “e”, stabilisce una nuova casistica e cioè quella di utilizzo dell’apparecchio “a scopo di lucro diretto o indiretto”.

Contrariamente ad una attività commerciale, l’esercizio di un B&B prevede una attività saltuaria di alloggio e prima colazione ed è, per definizione, una attività occasionale, non esercitabile come professione abituale, che viene svolta avvalendosi esclusivamente della normale organizzazione familiare (art 2, secondo comma L.R. 78/00).
Non si può negare però che, la televisione in camera o ubicata in una apposita stanza, se regolarmente funzionante, crei un valore aggiuntivo al soggiorno e quindi, sia in grado di realizzare un lucro diretto: una tariffa più elevata; ovvero indiretto se, ad esempio, ne viene solo comunicata l’esistenza a fini promozionali.
Di conseguenza, nel formulare l’interpello occorrerà soprattutto fornire una adeguata motivazione circa l’inesistenza di questo cosiddetto lucro diretto o indiretto e ci si potrà battere, con più successo, per l’apparecchio ubicato in stanze comuni alla famiglia ed ai turisti, rispetto a quelli sistemati nella singola camera autorizzata per l’ospitalità.

Dovrebbe però essere acquisito, che qualora vada applicato il canone speciale, esso concorra alla formazione del reddito e quindi, essere fiscalmente deducibile per intero poiché vincolato al singolo apparecchio.

In caso di possesso di un unico apparecchio, la tariffa da applicare sembra sia la E) che riguarda le “strutture ricettive (intese come Alberghi, Motels, Villaggi-albergo, Residenze turistico-alberghiere, ecc. - DPCM 13/09/2002) di cui alle lettere A), B), C) e D) con un numero di televisori non superiore ad uno; circoli ; associazioni; sedi di partiti politici; istituti religiosi; studi professionali; botteghe; negozi e assimilati; mense aziendali; scuole, istituti scolastici non esenti dal canone ai sensi della legge 2 dicembre 1951, n 1571, come modificata dalla legge del 28 dicembre 1989, n. 421”.

Buone le premesse per la stagione invernale


Secondo l'osservatorio Findomestic la fiducia degli italiani torna a calare nel mese di ottobre seguendo le orme dell'autunno 2007, ma il turismo resiste, in controtendenza rispetto ad altri settori. I dati sulle previsioni di acquisto a tre mesi di viaggi e vacanze raggiunge un valore percentuale (29,0%) assolutamente in linea con quelli registrati nello stesso periodo degli anni precedenti (26,1% ottobre 2008 e 28,8% ottobre 2007).

venerdì 30 ottobre 2009

Al 7% l'IVA tedesca sui servizi alberghieri

Sembra che in Germania, dal 1° gennaio 2010, l'Iva per gli alberghi venga ridotta dall’attuale 19% al 7%. Lo riferisce Federalberghi in un comunicato stampa.

sabato 12 settembre 2009

Le AdV possono avere propri autobus

Le agenzie di viaggio possono essere titolari di licenza di noleggio con conducente e non devono obbligatoriamente rivolgersi ad altre imprese di trasporto per l'organizzazione dei viaggi dei propri clienti.
E’ quanto ha stabilito il Consiglio di Stato, Sez. VI, con sentenza n. 4898 del 4 agosto 2009 ribaltando una prassi consolidata.
La sentenza, richiamando la decisione n. 1919 del 2008 per una analoga controversia, ribadisce che “sono uffici viaggi e turismo le aziende che svolgono tutte o gran parte delle attività di seguito elencate: … f ) organizzazione di escursioni private o collettive, con o senza accompagnamento, per la visita delle città e dei dintorni, e noleggio di autovetture” e quando, l’art. 2 R.D.L. 2523/1936 stabilisce che “le agenzie di viaggio possono procedere al “noleggio di autovetture” (art. 2, lett. f), non si intende affatto creare un obbligo a carico delle agenzie, quanto, in via meramente esplicativa, sancire il contrario, e cioè che le dette agenzie, per specifici aspetti della propria attività, sono legittimate a servirsi di terzi, risolvendosi, peraltro, una diversa interpretazione in una evidente lesione dell’art. 41 Cost., con riferimento alla libertà di iniziativa economica, sia in quanto si porrebbe una irragionevole limitazione all’attività delle agenzie di viaggio, sia in quanto verrebbe a crearsi, di fatto, una sorta di “riserva monopolistica” delle imprese di trasporto, alle quali, per la organizzazione di viaggi o di escursioni, le agenzie di viaggio dovrebbero rivolgersi, non già per una propria libera scelta imprenditoriale”.
La Corte quindi, ribadisce che “la tesi secondo cui l’impresa di viaggi svolge solo attività di intermediazione e non anche di produzione diretta del viaggio deve ritenersi erronea”.
La sentenza, superando le interpretazioni consolidate, apre una "rivoluzione" nel settore a vantaggio delle Adv che potranno, non solo aumentare i servizi erogati, ma anche adattarli alle politiche aziendali e di marchio.
Purtoppo, la decisione non ha preso in esame la normativa delle Regioni, nella fattispecie quella della Campania, che normalmente distinguolo l'attività del Tour Operator da qualla del Travel Agent.
E' mancata una riflessione tra le due licenze, quella del "dettagliante", semplice intermediario, da quella del cosiddetto "grossista" o "assemblatore di servizi", produttore del "pacchetto".

martedì 8 settembre 2009

Una ricetta contro la crisi: cambiare target!

La catena alberghiera Starwood, ha deciso di ridurre il servizio e di conseguenza il numero di stelle di alcuni suoi alberghi di lusso, per fronteggiare la crisi che ha investito il segmento.
La nuova formula: meno costi e prezzi più accessibili.
Anche le Web agency (da Priceline a Expedia a Orbitz) stanno effettuando politiche di prezzo riducendo il booking fee e le penali.

venerdì 14 agosto 2009

Avviato il riordino dell’APTR abruzzese (2° parte)

Nel precedente post si era promesso un tentativo di previsione della riforma e dei possibili “consigli” del Commissario.

Se si inizia spulciando i documenti ufficiali, all’insediamento della Giunta regionale, nella seduta Consiliare del 27 gennaio 2009, è stato presentato il programma di governo che nelle schede obiettivo (intervento n. 6) prevede la “revisione della L.R. 54/97, modificando la A.P.T.R. in struttura societaria, con partecipazione al capitale delle associazioni di categoria”.
Nel discorso di insediamento del Presidente, si rileva un’altra intenzione quella di “affidare il controllo dei bilanci di tutti gli Enti strumentali della Regione comprese le ASL, verrà uniformato ed affidato alla struttura di supporto speciale di controllo e non più alle singole Direzioni Tecniche di riferimento".

L’organo esecutivo, già all’atto dell’insediamento, rileva la necessità di ritoccare la legge di organizzazione e individua espressamente l’esigenza di modificare la veste giuridica dell’Azienda di promozione indicando anche la tipologia societaria e la composizione sociale. Purtroppo non motiva queste scelte che si possono solo presumere nella volontà di favorire una maggiore partecipazione dei privati alla gestione dell’APTR e nell’assoggettarlo ad una forma di controllo standardizzato per tutti gli Enti regionali.

Dopo pochi mesi, l’organo legislativo approva la L. r. n. 4/09 recante i “Principi generali in materia di riordino degli Enti regionali” che all’art. 3 classifica le possibili “modalità organizzative”, in:
a) agenzia regionale, quando l’oggetto consiste nello svolgimento di attività specifiche di interesse pubblico;
b) azienda regionale, anche consortile quando l’oggetto consiste nella produzione e gestione di beni e servizi rivolti al consumo collettivo e destinati al soddisfacimento di finalità pubbliche. Le aziende hanno natura di ente pubblico economico;
c) istituto regionale, quando le funzioni e le attività attribuite sono caratterizzate prevalentemente da contenuti di alta specializzazione tecnico-scientifica ed orientate alla ricerca ed alla sperimentazione;
d) costituzione e partecipazione a società, per lo svolgimento dei servizi pubblici aventi rilevanza economica.

Combinando le due volontà, l’APTR, da Azienda regionale dovrebbe diventare Agenzia regionale anche prescindendo dall’oggetto, poiché secondo la norma le aziende dovrebbero avere natura di ente pubblico economico e quindi, non di società di capitali.
A dire il vero l’APTR potrebbe anche rientrare nella lettera d) e quindi, si potrebbe semplicemente costituire una società (controllata o partecipata) nella quale la Regione conferisce l’”azienda” APTR (cespiti, personale, organizzazione, ecc.) e le Associazioni di categoria altri beni o denaro.
Nel primo caso, sono confermati quali organi sociali il Direttore e il Collegio Sindacale (art. 4) e, in entrambi i casi, dovrebbero crescere i controlli che vengono esercitati, per valutare gli effetti delle politiche e per verificare il raggiungimento dei risultati previsti, dal Consiglio regionale attraverso la Commissione consiliare competente, inoltre viene introdotto il controllo di gestione (art. 7 e 8).

Molto interessante potrebbe essere la combinazione della società partecipata con un capitale minoritario da parte dell’Ente pubblico e con l’ingresso non solo delle Associazioni di categoria, ma anche di singoli privati in modo da realizzare una sorta di Maison de la France nella quale gli investimenti annuali per la promozione turistica sono soprattutto privati. E’ una fattispecie che, in una congiuntura sfavorevole per la Regione il cui bilancio è assorbito dai problemi derivanti dal settore sanitario, potrebbe rilevarsi vincente. Forse però gli operatori privati abruzzesi non sono ancora maturi al punto da capire che occorre investire nella comunicazione della destinazione prima che in quella del singolo esercizio.

Un inconveniente potrebbe essere l’art. 13 della legge 4 agosto 2006 n. 248 che non consente alle società, con presenza di soggetti pubblici, di operare sul mercato poiché si ritiene che sarebbero in grado di alterare la concorrenza tra le imprese (sentenze TAR Lombardia, Milano, Sez. I, 31 gennaio 2007 n. 140 e TAR Lazio, Sez. I ter, 20 febbraio 2007 n. 1486). La norma non consentirebbe di svolgere attività commerciali come, ad esempio, la gestione di un centro prenotazioni o la vendita delle guide turistiche, anche se, a dire il vero, esistono casi abruzzesi, che non impugnati, sopravvivono (cfr. la Ferrovia Adriatico Sangritana con l’Agenzia “Sangritana Viaggi & Vacanze).

Ipotizzata la natura e definiti i controlli, l’art. 3 aiuta a stabilire una questione ancora più importante e cioè la stessa esistenza in vita dell’APTR poiché recita: “i servizi pubblici, aventi per oggetto la produzione di beni e l’esercizio di attività volte a realizzare fini sociali ed a promuovere lo sviluppo economico e civile della comunità regionale, sono erogati” dagli Enti regionali “nei soli casi in cui tali servizi non possono essere gestiti in maniera efficace ed economicamente conveniente dagli enti locali, ovvero la cui gestione diretta da parte dell’Amministrazione regionale, o mediante l’affidamento a terzi, con le modalità stabilite dalla vigente legislazione in materia di appalti, non risulti efficiente sotto il profilo dei risultati”.

Questo appare un disposto sconvolgente rispetto alla concezione passata ed alla situazione attuale. In effetti, l’articolato pone due condizioni fondamentali all’esistenza in vita di questi organismi.

Il primo vincolo riguarda la verifica della sussistenza di una impossibilità di una gestione da parte degli enti locali. Il secondo, di una inefficienza nella gestione diretta da parte della Regione stessa.

A questo punto si pone il problema di valutate questi presupposti; che si cercherà di affrontare in un prossimo post.

Il co-marchio del progetto Italia, Francia e Spagna


Il 30 luglio è stato registrato col n. 0001208791 il logo del progetto di co-marketing voluto dal nuovo Ministero del Turismo.