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venerdì 13 novembre 2009

Aiutiamo la ripresa con le nuove campagne di comunicazione


Senza portafoglio il Ministero del Turismo fa quello che può.
Senza budget adeguati è difficile proporre campagne pubblicitarie all’estero per aumentare i flussi stranieri e migliorare la bilancia dei pagamenti.
Da gennaio ad agosto di quest’anno, la spesa dei viaggiatori stranieri è calata dell’8% (fonte: UIC della Banca d’Italia).
E allora, un accordo con il Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria della Presidenza del Consiglio e nasce “Il sorriso dell’accoglienza” la nuova campagna promozionale dell’ospitalità italiana; un accordo con la RAI, e si realizza “Magica Italia, Turismo e Turisti”, una trasmissione in onda su Rai 1 ogni domenica alle 9,30.

La prima iniziativa è un azione di marketing interno con l’obiettivo che “ognuno diventi più consapevole del proprio ruolo 'di rappresentante del territorio', nell’esercizio del proprio lavoro o semplicemente per strada, nel relazionarsi con una persona che non è del luogo, sia essa straniera oppure italiana”.

In effetti dall’indagine “un primo bilancio sulla stagione turistica estiva nelle località leader del turismo italiano” di Unioncamere, gli operatori individuano due fattori che influiranno maggiormente sui flussi turistici: la crisi economica (indicata dal 66% delle strutture) e i disservizi turistici (disagi legati alla mobilità, ai ritardi e disservizi del sistema infrastrutturale, alla carenza di informazioni, assistenza ai turisti, ecc.) quest’ultima particolarmente sentita dagli operatori del Nord Ovest (55%) e del Mezzogiorno (54%).

Di conseguenza, non potendo intervenire sulla prima causa, si prova a correggere la seconda, ma è difficile che con una semplice campagna di sensibilizzazione si possano risolvere i problemi infrastrutturali del Paese ed ottimizzare i servizi al turista.

La seconda azione proposta dal Ministero ha l’obiettivo di “mettere in evidenza le eccellenze turistiche che oggi sono poco conosciute anche dagli stessi italiani” con una trasmissione televisiva che diventa un duplicato di una miriade di altri programmi a cominciare da “Linea blu” a “Turisti per caso” a“Viaggiare” a “Geo & Geo” e poi ci sono i canali dedicati come “MARCOPOLO” o “DISCOVERY TRAVEL & ADVENTURE” o “RAISAT GAMBERO ROSSO” o “NATGEO Adventure”.

Il pensiero circa azioni di marketing per vendere agli italiani l'Italia, sono già state espresse in un precendente post a commento delle richieste di alcune categorie, ultimamente reiterate.

martedì 10 novembre 2009

Pubblicato il n. 1-2 di Turistica


E’ stato pubblicato l’ultimo numero di “Turistica", trimestrale di economia e management, che tra l’altro riporta un articolo sulle “prime valutazioni sull’impatto del sisma sull’economia abruzzese”.

L’articolo, al quale ho collaborato, costruisce il fatturato turistico dell’Abruzzo e il Pil del turismo abruzzese del 2008 per poi, quantificare complessivamente il danno subito, non solo sotto l’aspetto fisico, ma anche di immagine, ed infine, azzarda una prima stima.

sabato 7 novembre 2009

Il Country Brand Index 2009


Nella top ten mondiale del CBI 2009, lo studio sull'immagine di marca dei principali paesi del mondo condotta da FutureBrand e Weber Shandwick, l'Italia perde due posizioni rispetto all'anno scorso, collocandosi al sesto posto.
Al primo si classificano gli Stati Uniti che risalgono due posizioni, seguite dal Canada e dall’Australia, rispettivamente al secondo e terzo posto.
L’indagine che analizza diversi parametri, vede l’Italia superata dalla Francia e dalla Nuova Zelanda perdendo consensi in campi nei quali solitamente eccelle come la cucina (dove viene oltrepassata dalla Francia, scendendo al secondo posto) e la storia (al 5° posto, contro il 2° dell'anno scorso), mentre tiene l'offerta di arte e cultura nella quale siamo ancora primi.

«Il clima turbolento che ha caratterizzato quest'ultimo anno – commenta Susanna Bellandi, amministratore delegato di FutureBrand – non ha certo giovato: gli scandali, i rifiuti, i gossip hanno lasciato il segno. L'impressione è che il paese soffra soprattutto di una stagnazione del pensiero, che investe quasi tutti i settori. È come se vivesse sugli allori del passato, senza mai pensare a rinnovarsi veramente, mentre il resto del mondo viaggia a ben altre velocità. Abbiamo ormai tanti competitor, dobbiamo quindi tornare a pensare e agire per diventare primi».


Nel rapporto c’è pure un cenno alla vicenda del logo dell’Italia: Italy’s design community also rejected a new Italy country logo, which was subsequently dropped by the government.


Il turismo internazionale mostra segnali di ripresa

Il trend negativo che è emerso nel corso della seconda metà del 2008 e si è intensificato nel 2009 ha cominciato a mostrare segni di declino.
Secondo le stime del UNWTO, gli arrivi turistici internazionali sono diminuiti del 7% tra gennaio e agosto 2009, ma negli ultimi mesi il turismo internazionale ha ricominciato a risalire (nel mondo, le destinazioni hanno registrato 600 milioni di arrivi, sui 643 milioni dello stesso periodo del 2008).

Nei primi otto mesi del 2009, i risultati mostrano che gli arrivi turistici internazionali diminuiscono in tutte le regioni, tranne l'Africa, che è in controtendenza.
In Europa il calo stimato è del -8%. Le destinazioni dell'Europa centrale e orientale sono state quelle più colpite, mentre i risultati di tutte le altre sub-regioni sono stati vicino alla media internazionale.

L’ultimo sondaggio rivela, che per i prossimi quattro mesi, le previsioni degli esperti sono per il 42% pessimistiche, per il 30%, sono rimaste invariate, e per il 28% sono "meglio" o "molto meglio". Nel precedente sondaggio i pessimisti erano il 62%.

Come nelle crisi precedenti, le entrate del turismo hanno sofferto un po’ più degli arrivi. I consumatori tendono a comprare meno, a rimanere vicino a casa ed a ridurre il periodo di permanenza. Secondo le stime, le entrate del turismo internazionale sarebbero diminuite in termini reali, dal 9 al 10% nel primo semestre del 2009, circa 1 o 2 punti percentuali in meno rispetto alla arrivi internazionali in questo periodo (-8%).

giovedì 5 novembre 2009

Il canone RAI per i Bed e Breakfast

Mi è stato chiesto, dal Presidente di una Associazione di B&B abruzzesi, se è dovuto il canone RAI in caso di mancaza dell'antenna o di utilizzo dell'apparecchio e se si è tenuti a versare il canone normale o quello speciale.
La questione posta si sostanzia in due quesiti:
- il primo, riguarda l’assogettabilità dei B&B al pagamento del canone RAI speciale;
- il secondo, concerne la possibilità di non pagare il canone ordinario o speciale che sia, se l’immobile è privo di antenna per ricevere il segnale radiovisivo o l’apparecchio è talmente obsoleto che non viene più utilizzato.
Nel premettere che i quesiti non sono di competenza regionale, ma statale, l’obbligazione in argomento non deriva da un contratto di somministrazione, ma dalla semplice detenzione di un apparecchio atto o adattabile alla ricezione e nasce per una imposizione della normativa statale. Anche se impropriamente essa viene denominata “canone”, si tratta di una vera e propria imposta di possesso, non legata ad una determinata prestazione di un servizio da parte di un soggetto pubblico.
Il tributo è nominale, è cioè l’obbligo è attribuito al detentore dell’apparato e ne sono soggetti anche gli stranieri compresi i turisti.
Il R.D.L.21/02/1938 n. 246 (convertito in L. 4 giugno 1938, n. 880) istitutivo dell’imposta, al primo articolo “Dell’abbonamento alle radioaudizioni”, così recita:
“Chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento”.

Anche se l’Agenzia delle Entrate le definisce tasse sulle radiodiffusioni , la sua qualificazione giuridica è stata sancita definitivamente dalla Corte costituzionale, nella sentenza del 26 giugno 2002, n. 284, con la quale riconobbe che, "benché all’origine apparisse configurato come corrispettivo dovuto dagli utenti del servizio [...] ha da tempo assunto, nella legislazione, natura di prestazione tributaria, fondata sulla legge [...] E se in un primo tempo sembrava prevalere la configurazione del canone come "tassa", collegata alla fruizione del servizio, in seguito lo si è piuttosto riconosciuto come imposta".

Inoltre, le entrate derivanti dall’imposta sono riscosse dallo Stato anche se sono direttamente devolute alla RAI - Radiotelevisione Italiana S.p.A., una società (in precedenza Ente) di proprietà pubblica. Di conseguenza, la Struttura competente a dirimere la questione è l’Agenzia delle Entrate che può essere formalmente interessata mediante l’istituto dell’interpello.

Quando vi sono "obiettive condizioni di incertezza" nella normativa, il contribuente può rivolgere un quesito all'amministrazione finanziaria, che è tenuta a rispondere entro 120 giorni altrimenti si applica la regola del "silenzio-assenso".
E’ pur vero però che, interpellata sulla tipologia di apparecchi che rientrano nella previsione normativa, l'Agenzia delle Entrate ha risposto che la determinazione degli oggetti interessati dalla norma "esula dalla competenza istituzionale" della medesima, spettando invece al Ministero delle Comunicazioni.
Si crede comunque che la dichiarazione abbia motivazioni in ordine alle conoscenze tecniche e non sulla competenza normativa.

Nel porre l’interpello, circa il pagamento del canone RAI speciale e non di quello ordinario da parte dei titolari di B&B, si consiglia di far leva sul carattere familiare dell’attività sancito negli articoli nn. 1 e 2 della L.R. n. 78/00.
Infatti, il canone: per uso ordinario, è dovuto da chi possiede o detiene apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive in ambito familiare, mentre quello speciale, è dovuto da chi possiede o detiene uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive in locali aperti al pubblico o comunque al di fuori dall'ambito familiare (D.L. Lt. 21/12/1944 n. 458).

Si potrebbe proporre la similitudine del turista ospitato con un parente in visita che usufruisce dello stesso apparecchio.

Poiché l’attività di B&B è svolta in ambito familiare, “avvalendosi della normale organizzazione familiare”, dovrebbe applicarsi il canone ordinario, ma sovviene però la circostanza dell’impiego a scopo di lucro diretto o indiretto.

La normativa sulla seconda tipologia di abbonamento (quella speciale) riguarda gli apparecchi usati nell'esercizio di un'attività commerciale e/o a scopo di lucro diretto o indiretto (abbonamento speciale, deducibile dal reddito d'impresa), che prevede diverse tabelle di costi e modalità di applicazione.

Se sicuramente può essere esclusa, per i B&B, l’applicazione della tariffa speciale quando ci si riferisce all’esercizio di una attività commerciale, altrettanto non può dirsi quando la congiunzione “o”, tendendo ad indicare “oppure” barrata con la “e”, stabilisce una nuova casistica e cioè quella di utilizzo dell’apparecchio “a scopo di lucro diretto o indiretto”.

Contrariamente ad una attività commerciale, l’esercizio di un B&B prevede una attività saltuaria di alloggio e prima colazione ed è, per definizione, una attività occasionale, non esercitabile come professione abituale, che viene svolta avvalendosi esclusivamente della normale organizzazione familiare (art 2, secondo comma L.R. 78/00).
Non si può negare però che, la televisione in camera o ubicata in una apposita stanza, se regolarmente funzionante, crei un valore aggiuntivo al soggiorno e quindi, sia in grado di realizzare un lucro diretto: una tariffa più elevata; ovvero indiretto se, ad esempio, ne viene solo comunicata l’esistenza a fini promozionali.
Di conseguenza, nel formulare l’interpello occorrerà soprattutto fornire una adeguata motivazione circa l’inesistenza di questo cosiddetto lucro diretto o indiretto e ci si potrà battere, con più successo, per l’apparecchio ubicato in stanze comuni alla famiglia ed ai turisti, rispetto a quelli sistemati nella singola camera autorizzata per l’ospitalità.

Dovrebbe però essere acquisito, che qualora vada applicato il canone speciale, esso concorra alla formazione del reddito e quindi, essere fiscalmente deducibile per intero poiché vincolato al singolo apparecchio.

In caso di possesso di un unico apparecchio, la tariffa da applicare sembra sia la E) che riguarda le “strutture ricettive (intese come Alberghi, Motels, Villaggi-albergo, Residenze turistico-alberghiere, ecc. - DPCM 13/09/2002) di cui alle lettere A), B), C) e D) con un numero di televisori non superiore ad uno; circoli ; associazioni; sedi di partiti politici; istituti religiosi; studi professionali; botteghe; negozi e assimilati; mense aziendali; scuole, istituti scolastici non esenti dal canone ai sensi della legge 2 dicembre 1951, n 1571, come modificata dalla legge del 28 dicembre 1989, n. 421”.

Buone le premesse per la stagione invernale


Secondo l'osservatorio Findomestic la fiducia degli italiani torna a calare nel mese di ottobre seguendo le orme dell'autunno 2007, ma il turismo resiste, in controtendenza rispetto ad altri settori. I dati sulle previsioni di acquisto a tre mesi di viaggi e vacanze raggiunge un valore percentuale (29,0%) assolutamente in linea con quelli registrati nello stesso periodo degli anni precedenti (26,1% ottobre 2008 e 28,8% ottobre 2007).

venerdì 30 ottobre 2009

Al 7% l'IVA tedesca sui servizi alberghieri

Sembra che in Germania, dal 1° gennaio 2010, l'Iva per gli alberghi venga ridotta dall’attuale 19% al 7%. Lo riferisce Federalberghi in un comunicato stampa.

sabato 12 settembre 2009

Le AdV possono avere propri autobus

Le agenzie di viaggio possono essere titolari di licenza di noleggio con conducente e non devono obbligatoriamente rivolgersi ad altre imprese di trasporto per l'organizzazione dei viaggi dei propri clienti.
E’ quanto ha stabilito il Consiglio di Stato, Sez. VI, con sentenza n. 4898 del 4 agosto 2009 ribaltando una prassi consolidata.
La sentenza, richiamando la decisione n. 1919 del 2008 per una analoga controversia, ribadisce che “sono uffici viaggi e turismo le aziende che svolgono tutte o gran parte delle attività di seguito elencate: … f ) organizzazione di escursioni private o collettive, con o senza accompagnamento, per la visita delle città e dei dintorni, e noleggio di autovetture” e quando, l’art. 2 R.D.L. 2523/1936 stabilisce che “le agenzie di viaggio possono procedere al “noleggio di autovetture” (art. 2, lett. f), non si intende affatto creare un obbligo a carico delle agenzie, quanto, in via meramente esplicativa, sancire il contrario, e cioè che le dette agenzie, per specifici aspetti della propria attività, sono legittimate a servirsi di terzi, risolvendosi, peraltro, una diversa interpretazione in una evidente lesione dell’art. 41 Cost., con riferimento alla libertà di iniziativa economica, sia in quanto si porrebbe una irragionevole limitazione all’attività delle agenzie di viaggio, sia in quanto verrebbe a crearsi, di fatto, una sorta di “riserva monopolistica” delle imprese di trasporto, alle quali, per la organizzazione di viaggi o di escursioni, le agenzie di viaggio dovrebbero rivolgersi, non già per una propria libera scelta imprenditoriale”.
La Corte quindi, ribadisce che “la tesi secondo cui l’impresa di viaggi svolge solo attività di intermediazione e non anche di produzione diretta del viaggio deve ritenersi erronea”.
La sentenza, superando le interpretazioni consolidate, apre una "rivoluzione" nel settore a vantaggio delle Adv che potranno, non solo aumentare i servizi erogati, ma anche adattarli alle politiche aziendali e di marchio.
Purtoppo, la decisione non ha preso in esame la normativa delle Regioni, nella fattispecie quella della Campania, che normalmente distinguolo l'attività del Tour Operator da qualla del Travel Agent.
E' mancata una riflessione tra le due licenze, quella del "dettagliante", semplice intermediario, da quella del cosiddetto "grossista" o "assemblatore di servizi", produttore del "pacchetto".

martedì 8 settembre 2009

Una ricetta contro la crisi: cambiare target!

La catena alberghiera Starwood, ha deciso di ridurre il servizio e di conseguenza il numero di stelle di alcuni suoi alberghi di lusso, per fronteggiare la crisi che ha investito il segmento.
La nuova formula: meno costi e prezzi più accessibili.
Anche le Web agency (da Priceline a Expedia a Orbitz) stanno effettuando politiche di prezzo riducendo il booking fee e le penali.

venerdì 14 agosto 2009

Avviato il riordino dell’APTR abruzzese (2° parte)

Nel precedente post si era promesso un tentativo di previsione della riforma e dei possibili “consigli” del Commissario.

Se si inizia spulciando i documenti ufficiali, all’insediamento della Giunta regionale, nella seduta Consiliare del 27 gennaio 2009, è stato presentato il programma di governo che nelle schede obiettivo (intervento n. 6) prevede la “revisione della L.R. 54/97, modificando la A.P.T.R. in struttura societaria, con partecipazione al capitale delle associazioni di categoria”.
Nel discorso di insediamento del Presidente, si rileva un’altra intenzione quella di “affidare il controllo dei bilanci di tutti gli Enti strumentali della Regione comprese le ASL, verrà uniformato ed affidato alla struttura di supporto speciale di controllo e non più alle singole Direzioni Tecniche di riferimento".

L’organo esecutivo, già all’atto dell’insediamento, rileva la necessità di ritoccare la legge di organizzazione e individua espressamente l’esigenza di modificare la veste giuridica dell’Azienda di promozione indicando anche la tipologia societaria e la composizione sociale. Purtroppo non motiva queste scelte che si possono solo presumere nella volontà di favorire una maggiore partecipazione dei privati alla gestione dell’APTR e nell’assoggettarlo ad una forma di controllo standardizzato per tutti gli Enti regionali.

Dopo pochi mesi, l’organo legislativo approva la L. r. n. 4/09 recante i “Principi generali in materia di riordino degli Enti regionali” che all’art. 3 classifica le possibili “modalità organizzative”, in:
a) agenzia regionale, quando l’oggetto consiste nello svolgimento di attività specifiche di interesse pubblico;
b) azienda regionale, anche consortile quando l’oggetto consiste nella produzione e gestione di beni e servizi rivolti al consumo collettivo e destinati al soddisfacimento di finalità pubbliche. Le aziende hanno natura di ente pubblico economico;
c) istituto regionale, quando le funzioni e le attività attribuite sono caratterizzate prevalentemente da contenuti di alta specializzazione tecnico-scientifica ed orientate alla ricerca ed alla sperimentazione;
d) costituzione e partecipazione a società, per lo svolgimento dei servizi pubblici aventi rilevanza economica.

Combinando le due volontà, l’APTR, da Azienda regionale dovrebbe diventare Agenzia regionale anche prescindendo dall’oggetto, poiché secondo la norma le aziende dovrebbero avere natura di ente pubblico economico e quindi, non di società di capitali.
A dire il vero l’APTR potrebbe anche rientrare nella lettera d) e quindi, si potrebbe semplicemente costituire una società (controllata o partecipata) nella quale la Regione conferisce l’”azienda” APTR (cespiti, personale, organizzazione, ecc.) e le Associazioni di categoria altri beni o denaro.
Nel primo caso, sono confermati quali organi sociali il Direttore e il Collegio Sindacale (art. 4) e, in entrambi i casi, dovrebbero crescere i controlli che vengono esercitati, per valutare gli effetti delle politiche e per verificare il raggiungimento dei risultati previsti, dal Consiglio regionale attraverso la Commissione consiliare competente, inoltre viene introdotto il controllo di gestione (art. 7 e 8).

Molto interessante potrebbe essere la combinazione della società partecipata con un capitale minoritario da parte dell’Ente pubblico e con l’ingresso non solo delle Associazioni di categoria, ma anche di singoli privati in modo da realizzare una sorta di Maison de la France nella quale gli investimenti annuali per la promozione turistica sono soprattutto privati. E’ una fattispecie che, in una congiuntura sfavorevole per la Regione il cui bilancio è assorbito dai problemi derivanti dal settore sanitario, potrebbe rilevarsi vincente. Forse però gli operatori privati abruzzesi non sono ancora maturi al punto da capire che occorre investire nella comunicazione della destinazione prima che in quella del singolo esercizio.

Un inconveniente potrebbe essere l’art. 13 della legge 4 agosto 2006 n. 248 che non consente alle società, con presenza di soggetti pubblici, di operare sul mercato poiché si ritiene che sarebbero in grado di alterare la concorrenza tra le imprese (sentenze TAR Lombardia, Milano, Sez. I, 31 gennaio 2007 n. 140 e TAR Lazio, Sez. I ter, 20 febbraio 2007 n. 1486). La norma non consentirebbe di svolgere attività commerciali come, ad esempio, la gestione di un centro prenotazioni o la vendita delle guide turistiche, anche se, a dire il vero, esistono casi abruzzesi, che non impugnati, sopravvivono (cfr. la Ferrovia Adriatico Sangritana con l’Agenzia “Sangritana Viaggi & Vacanze).

Ipotizzata la natura e definiti i controlli, l’art. 3 aiuta a stabilire una questione ancora più importante e cioè la stessa esistenza in vita dell’APTR poiché recita: “i servizi pubblici, aventi per oggetto la produzione di beni e l’esercizio di attività volte a realizzare fini sociali ed a promuovere lo sviluppo economico e civile della comunità regionale, sono erogati” dagli Enti regionali “nei soli casi in cui tali servizi non possono essere gestiti in maniera efficace ed economicamente conveniente dagli enti locali, ovvero la cui gestione diretta da parte dell’Amministrazione regionale, o mediante l’affidamento a terzi, con le modalità stabilite dalla vigente legislazione in materia di appalti, non risulti efficiente sotto il profilo dei risultati”.

Questo appare un disposto sconvolgente rispetto alla concezione passata ed alla situazione attuale. In effetti, l’articolato pone due condizioni fondamentali all’esistenza in vita di questi organismi.

Il primo vincolo riguarda la verifica della sussistenza di una impossibilità di una gestione da parte degli enti locali. Il secondo, di una inefficienza nella gestione diretta da parte della Regione stessa.

A questo punto si pone il problema di valutate questi presupposti; che si cercherà di affrontare in un prossimo post.

Il co-marchio del progetto Italia, Francia e Spagna


Il 30 luglio è stato registrato col n. 0001208791 il logo del progetto di co-marketing voluto dal nuovo Ministero del Turismo.

martedì 11 agosto 2009

Avviato il riordino dell’APTR abruzzese

E’ il decreto del PGR n. 67del 10/07/2009 che, nominando come Commissario il Direttore regionale al turismo, e conferendogli il mandato “per la provvisoria gestione dell’ente, al fine di garantire la funzionalità istituzionale dello stesso e l’armonizzazione della riforma con le linee di indirizzo di cui alla L.R. n. 4/2009”, ha intrapreso il cammino della riforma. La scelta, che ripete quella del 1997 effettuata nella precedente riorganizzazione, di far coincidere il Commissario con il responsabile della Direzione Turismo è senz’altro positiva ed apprezzabile; inoltre, rispetta l’art 11 della citata L. r. n. 4/09.

Non conoscendo le premesse - non pubblicate, restando al tenore letterale e divagando un po’, si cerca di approfondirne il significato della delega. Dal dispositivo sembrerebbe che la riforma sia stata già realizzata e che al Commissario spetti solo il compito di “armonizzarla” con la normativa nazionale in essere, come avviene nella giurisprudenza europea per i Paesi membri da cui il termine “armonizzare” dovrebbe essere stato mutuato, ma poi si precisa che la messa in armonia deve essere con una specifica legge regionale che “spiazza” il ragionamento. Anche perché se la legge di riorganizzazione fosse già stata pubblicata si dovevano nominare i nuovi organi dell’APTR e non il Commissario.

Forse si tratta di emanare un regolamento di attuazione avendo le Regioni potestà esclusiva in materia di turismo. Che per il momento, sembra la cosa più probabile, ma in questo caso il soggetto delegato appare incompetente. Il Commissario, anche considerato nella sua duplice veste, non può emanare provvedimenti regolamentari.

Soccorre parzialmente il primo punto del dispositivo quando decreta il commissariamento “nelle more dell’approvazione dell’apposita legge di riordino”; ma allora quali sono i compiti del Commissario se la riforma non c’è? Come fa ad “armonizzare”, inteso come “mettere d’accordo”, “equilibrare”, “fondere” una legge con un’altra se non gode del potere legislativo? E poi, già si prevede che i due dettati legislativi debbano essere in per forza contrasto?

Molto probabilmente si voleva realizzare una delega da parte degli organi politico-legislativi a quelli amministrativi della fase ricognitiva delle attese degli stakeholder del turismo abruzzese, ma anche dei dipendenti dell’Azienda (delle lobby in senso anglosassone) per poi redigere ed approvare la disciplina della riforma, e quindi, consentire l’armonizzazione dei regolamenti interni dell’APTR alla nuova legge. Solo in questo caso si può comprendere l’uso del termine in questione.

La propensione ad adottare una soluzione privatistica, che solo in futuro potrà essere valutata correttamente, probabilmente è dovuta anche:
- al “pasticcio” legislativo realizzato dalla L. r. n. 19 del 12.07.07 che, con l’intento di eliminare il CdA, sostituisce l’art. 13 della L. r. 54/1997 “Organi dell’APTR” dimenticando che un Direttore generale era già previsto e normato nel quarto comma dell’art. 12, all’art 15 e 17;
- e all’intempestivo avviso per l'acquisizione del Direttore dell'APTR dell’ottobre 2008 che lascia anche dubbi di legittimità.

Tralasciando le possibili, ma inutili polemiche sull’opportunità di nominare prima un Commissario che re-ingenierizzi un Ente alla maniera aziendalistica o predisporre prima la nuova normativa e poi affidarne la realizzazione ad un Direttore regionale, si saluta comunque positivamente la riconosciuta percezione di inefficienza del sistema con la volontà di regolare, in maniera differente da quella attuale, l’organizzazione turistica regionale.

I policy maker, che avevano gestito la precedente riforma, che ha visto la nascita dell’APT unica regionale concentrando gli EE.PP.T. e quasi tutte le AA.S.T. (è rimasta ancora in piedi quella di Pescara), avevano scelto la seconda soluzione, giuridicamente più corretta ma non per questo per forza più efficiente. Si osservi, ad esempio, il tempo trascorso dalla deliberazione della G.R. di proposta di legge alla sua approvazione in Consiglio, oppure il disinteresse per il sesto e settimo comma della stessa L. r. n. 54/97 circa le convenzioni per la gestione degli Uffici IAT e per la successiva L. r. n. 11/99 che, dal combinato disposto dell’art. 40 e 41, attribuisce alle Province competenze in materia di informazione e accoglienza turistica riservando in capo alla Regione solo gli IAT a “carattere strategico”, meglio individuati poi, negli strumenti programmatici regionali. O ancora, la mancata applicazione del quarto comma dell’art. 12 che già nel 1997 indicava tre linee di prodotto regionali e, per ognuna, prevedeva un responsabile. Ne è testimone l’ultimo Programma Triennale 2006-2008 che tornava a disporre l’inserimento di responsabili di prodotto (o product manager – capitolo 6.1).

A questo punto però, dopo aver “giocato” sul termine “armonizzare”, viene spontaneo il porsi un quesito su come sarà la riforma e su quali saranno i “consigli” del Commissario.

In un prossimo post, si raccoglierà la sfida cercando di fornire una plausibile risposta.

martedì 4 agosto 2009

Stabile il flusso turistico estivo


Secondo la periodica indagine di Unioncamere-Isnart il numero dei nostri connazionali che trascorrerà un periodo di ferie nel corso dei mesi estivi dovrebbe essere all’incirca uguale a quello dello scorso anno (circa 26 milioni di persone).

La previsione per l’Abruzzo è migliore rispetto a quella effettuata dall’istituto DINAMICHE di cui si è accennato nel post del 17.07.09. E’ attesa una quota di turisti italiani del 2,5% rispetto alla precedente previsione dell’1,5%.

In termini assoluti però gli arrivi dovrebbero essere 457.000 con una diminuzione, rispetto al 2008, di circa 289.000 persone pari ad un calo del 39%.

venerdì 17 luglio 2009

Finalmente on line Italia.it


Da oggi, anzi da ieri pomeriggio, il tanto atteso sito nazionale dedicato al turismo è in rete anche se in versione demo.

Speriamo bene per quella definitiva con i ns. migliori auguri e con la preghiera di accantonare il nuovo marchio banale, senza "emozioni" e dai tratti funerei (cfr. su fondo bianco) e ripescare il vecchio, ma sempre buono e che per fortuna, l'ENIT continua ad utilizzare.

Un avvertimento. Le Regioni, che hanno competenza esclusiva in materia di turismo, in passato non hanno richiesto i danni al Governo per il primo fallimento del sito e per il "cetriolo". Chissà come si comporterebbero in caso di una ripetizione. E poi, ci sono gli operatori e i singoli turisti.

La vicenda minuto per minuto con alcuni commenti.

Finalmente si sa qualcosa anche sulla distribuzione e sulla tiratura della rivista "Magic Italy" e viene spontanea una riflessione sull'esiguo numero di copie (solo 150.000).

Più italiani in vacanza, ma con meno soldi. E in Abruzzo per fortuna c’è Bertolaso.


Il Presidente di Federalberghi – Confturismo, commentando la periodica indagine realizzata dall’Istituto DINAMICHE dal 6 al 10 luglio (sistema C.A.T.I.) su un campione di 1.200 italiani maggiorenni rappresentativi di oltre 47 milioni di connazionali, così si esprime: “Come sostenuto nei giorni scorsi dal Ministro del Turismo, gli italiani riusciranno in numero maggiore a fare vacanze nei mesi estivi, ma non con l’incremento dell’11% indicato, bensì solo con un più modesto +1,5%, a fronte di un -18% di spesa media pro-capite, un -16,5% di durata media della vacanza ed una iperconcentrazione di vacanzieri ad agosto con quasi il 55% della quota di domanda”.

L’indagine rileva anche che solo l’1,5% dei vacanzieri italiani sceglierà l’Abruzzo, quando la stessa indagine del 2008 segnalava una quota del 4%.
Con lo sciame sismico che continua, l’effetto terremoto si ripercuote pesantemente su tutta la regione e determina la previsione di un calo del flusso turistico italiano diretto in Abruzzo di oltre il 60% rispetto allo stesso periodo dello scoro anno (esattamente del 62,5%).

Come sembra abbiano fatto i T.O. stranieri, anche il turista italiano ha evitato la regione preferendo soprattutto le coste limitrofe delle Marche e delle Puglie. Le previsioni per le prime sono di una crescita di circa il 191% per uno share del 4,4%, quelle per la Puglia del 125% per una quota nazionale del 10%.

Le estrapolazioni effettuate, anche se su un campione numericamente modesto, sono senz’altro indicative di una tendenza che già si percepisce sul “campo”.

Nel disastro del sisma e della sua percezione che si estende a tutto il territorio abruzzese, il sistema ricettivo riesce a recuperare grazie alla Protezione Civile che, nel mese di luglio, ricovera in 486 alberghi abruzzesi (n. 45 - AQ, n. 127 - CH, n. 63 - PE, n. 251 - TE) n. 19.280 sfollati determinando circa 580.000 presenze con una spesa (fatturato) che si aggira intorno ai 28 milioni di euro.

Astenendosi da dissertazioni etiche, qualcuno ha pensato bene di puntare su questo business della “calamità” attuando iniziative di marketing nei confronti dei terremotati (cfr. pubblicità sulle pagine de “Il Centro” di luglio).