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mercoledì 8 ottobre 2008

Conferme di flessione


Nel periodo gennaio-agosto 2008 il turismo europeo registra una certa difficoltà (-2% sull'occupazione e -1,5% sul RevPar), ma l’Italia soffre di più con un calo del 5,1% sull’occupazione ed una diminuzione del 7,4% sul RevPar.

Lo rende noto un comunicato di Federturismo, mentre l'indagine di Trademark rileva che la stagione estiva ha subito un calo di 16 milioni di presenze rispetto al 2007, generando una perdita economica intorno a 1,5 miliardi di euro.

L'analisi sintetizza i seguenti risultati per l'estate 2008:

1. una pesante contrazione delle affittanze di appartamenti turistici che, rappresentando il 35/40% del mercato delle vacanze (ISTAT rileva le affittanze di appartamenti solo marginalmente), produce una negatività trasversale a tutte le destinazioni. La flessione nazionale di questo comparto è a due cifre;
2. un minor numero di arrivi turistici ovunque, soprattutto nel mese di agosto;
questo dato potrebbe essere congiunturale e non “strutturale”;
3. un’ulteriore accentuazione della “frammentazione delle vacanze” e della riduzione della durata dei soggiorni, che rende incongrue le proposte di pacchetti settimanali che caratterizzano la maggioranza delle promozioni regionali e dei sistemi turistici locali (si tratta di un clamoroso errore commerciale che produce sprechi di risorse private e pubbliche);
4. lo scivolone di alcune aree balneari famose. Tra di esse emergono la costa settentrionale della Sardegna, il Ponente Ligure, il Circeo e Ponza, Capri e Ischia, Viareggio, il Mezzogiorno Tirrenico e Ionico e la Sicilia, che secondo l’Osservatorio Nazionale Balneare registrano la peggiore performance degli ultimi 10 anni;
5. un pessimo andamento del sistema agenziale e del tour operating europeo; queste fonti confermano la crisi delle vacanze in villaggio (difficoltà per Club Med, Valtur, Ventaglio, etc.) e di tutte le formule che impongono, che costringono, che bloccano il giorno di arrivo e di partenza;
6. il massimo carico alberghiero di agosto concentrato in un periodo più breve rispetto alle attese;
7. un aumento del movimento turistico da Francia, Belgio, Olanda e Paesi scandinavi (anche se alcuni di questi mercati producono volumi poco significativi di traffico turistico);
8. la sensibile diminuzione del turismo tedesco, svizzero e austriaco che nel 2008 ha prodotto pesanti flessioni per molte aree turistiche a vocazione germanica;
9. la crescita esponenziale degli arrivi dai Paesi dell’est Europa, CSI in particolare;
10. la forte contrazione dei turisti statunitensi e giapponesi;
11. la generale flessione del turismo su gomma (auto, moto, pullman).

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